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8 Marzo: Le donne e la pipa?

Nel romantico immaginario collettivo il fumatore di pipa s’incarna solitamente in figure di eleganti personaggi british comodamente sprofondati nelle loro poltrone, mentre conversano amabilmente sorseggiando un prezioso liquore, oppure in intellettuali e scrittori vagamente dandy immersi nelle loro pagine di riflessione, a volte in qualche signorile e arguto detective (chi può dimenticare la pipa di Sherlock Holmes e di Maigret?)


Assodato che queste immagini siano ormai luoghi comuni decisamente superati essendo il pubblico degli estimatori della pipa divenuto nel tempo sempre più vasto e persino più giovane, non si può non notare che questi personaggi abbiano in comune il fatto di essere tutti soggetti di genere maschile.

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E le donne? Appare chiaro che abbiamo un’idea della pipa come oggetto prettamente maschile, mentre ci risulta difficile immaginare una donna che fuma la pipa senza che ci vengano alla mente raggrinzite figure sudamericane o vecchie donnone abitanti di villaggi esotici.

La pipa può essere quindi un oggetto che abbruttisce una donna e la rende più sgraziata? Niente di più sbagliato!

Ritornando ai decenni scorsi infatti anche nel mondo occidentale numerose erano le donne che avevano fatto della pipa un caro oggetto personale, a volte sfoggiato con delicatezza alla maniera della divina Greta Garbo o della seducente Erika Blanc, oppure celato nell’intimità quotidiana della propria borsa, come nel caso di Jaqueline Kennedy. Donne riconosciute come simboli di eleganza e raffinatezza, e quindi lontane da ritratti di grezze figure femminili che fumano la pipa con fare maschile.

Cosa ne è stato dunque di questo vezzo?
Sappiamo che fumare la pipa richiede tempo e probabilmente, se voi chiedeste un’opinione in proposito a una donna, vi ribatterebbe che di tempo da dedicare a certi svaghi non ne ha. Presa com’è tra casa, lavoro e figli è già tanto se riesce a trovare il momento per fumarsi distrattamente una sigaretta mentre guida spedita verso casa.
Che si tratti di una semplice questione di mancanza di tempo appare però come un giudizio limitativo. È vero che il “fumo lento” richiede dedizione e pazienza ma forse per capire come mai ancora poche donne si siano avvicinate al mondo della pipa bisogna partire dal perché invece stia tornando molto di moda nell’universo maschile.

La passione dell’uomo per la pipa potrebbe essere paragonata al piacere provocato nelle donne da un paio di scarpe: appagamento estetico, desiderio di possesso, feticcio personale.

Ma considerare la pipa un accessorio divenuto ormai esclusivo dell’uomo sarebbe sbagliato.
Forse è solo una questione di moda se nel passato anche le donne consideravano la pipa come un oggetto elegante e magari, come avvenuto per tanti altri oggetti, presto potrebbe esserci un revival della pipa come oggetto di moda femminile e nel giro di un breve periodo potremmo vedere un ritorno di “donne fumatrici di pipa”.

Non è probabilmente un caso se la sua eleganza e discrezione non stanno passando inosservate al mondo femminile e i tabaccai lo confermano: sono decisamente in aumento le donne che accompagnano mariti e fidanzati nella scelta della pipa e se ne innamorano a loro volta.
Queste pioniere pare abbiano già la loro nuova elegante icona nella raffinata attrice Andie MacDowell, sempre più volentieri ritratta accompagnata dalla sua pipa.

 

Fonte: L’arte del fumo – 2013